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Nel mese di settembre la volatilità dei mercati è aumenta in previsione delle decisioni sulle politiche monetarie delle banche centrali degli Stati Uniti, della zona euro e del Giappone.

Negli Stati Uniti i dati economici sono risultati in generale misti, ma moderatamente positivi sulle previsioni dell’industria manifatturiera e sugli indici dei prezzi al consumo che sono aumentati più del previsto.

Tuttavia, i titoli azionari statunitensi sono inizialmente scesi per le preoccupazioni sull’aumento dei tassi d’interesse, che avrebbe potuto essere annunciato durante il mese di settembre.

I mercati si sono ripresi quando la FED ha deciso di mantenere la propria politica monetaria, seppur segnalando la possibilità dell’aumento dei tassi di interesse entro fine anno, se non ci saranno eventi particolari e se il mercato del lavoro continuerà a migliorare.

La BCE ha reiterato il mantenimento dei tassi d’interesse di riferimento attuali e degli acquisti di attivi (Quantitative Easing), ma non ha annunciato alcuna estensione degli stimoli monetari oltre marzo dell’anno prossimo, come si aspettava o sperava il mercato.

Durante il mese i dati sul sentimento economico e la fiducia dei consumatori sono stati positivi: la zona euro prosegue quindi il suo cammino di modesta crescita.

Tuttavia, si sono riaccese le preoccupazioni nel settore bancario europeo, dopo l’annuncio dell’esorbitante multa di 14 miliardi di dollari da parte degli Stati Uniti a Deutsche Bank per la vendita di titoli ipotecari americani.

In Giappone, i sondaggi presso le aziende hanno indicato ottimismo sulle condizioni di mercato ed i loro programmi d’investimento sono stati rivisti al rialzo in linea con una graduale ripresa della produzione industriale.

Il prezzo del petrolio è rimbalzato e le opinioni del mercato sono migliorate dopo che l’OPEC ha accettato di limitare la produzione di petrolio, con l’esclusione di Iran, Nigeria e Libia.

L’indice S&P 500 ha chiuso il mese immutato, l’Euro Stoxx 50 ha perso lo 0,3% e le azioni dei mercati emergenti (MSCI Emerging Markets Index) hanno guadagnato lo 0,2%. Il mercato globale ad alto rendimento ha guadagnato lo 0,7% ed il convertibile ha guadagnato lo 0,8%.

L’euro si è rafforzato dello 0,3% nei confronti del Dollaro USA; il Franco svizzero si è rafforzato dello 0,3% contro l’Euro e rafforzato dello 0,7% nei confronti del Dollaro USA. Nel mercato delle materie prime, l’oro ha perso lo 0,4% ed il petrolio ha guadagnato l’1,3%.