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Dopo il forte rimbalzo del mese di luglio (post Brexit), nel mese di agosto l’incertezza sullo sviluppo dei tassi di interessi USA è tornata al centro delle discussioni.

La Fed ha dato una valutazione ottimistica della situazione americana dicendo che le prospettive per l’economia e l’inflazione statunitense sono migliorate, supportando la decisione di un aumento dei tassi, senza però dare chiare indicazioni su quando verrà implementato.

I dati economici USA pubblicati in agosto sono stati generalmente positivi in particolare sul fronte dell’occupazione e delle vendite d’immobili.

Nella zona euro i dati economici sono rimasti moderatamente deboli, con la produzione manifatturiera in discesa e il PIL in aumento di solo 0,3% nel secondo trimestre, in calo rispetto allo 0,6% del primo trimestre.

La BCE ha comunicato che ci vorrà più tempo per valutare l’impatto Brexit e, se necessario, adeguerà la politica monetaria.

Il Regno Unito ha ridotto i tassi d’interesse dallo 0,5% allo 0,25% e ha annunciato ulteriori misure per stimolare l’economia.

In Giappone la crescita del PIL nel secondo trimestre si è situata allo 0.2% annualizzato, al di sotto delle aspettative, in quanto il forte yen ha provocato un il calo delle esportazioni e la riduzione della spesa delle imprese. La BoJ ha annunciato che durante la prossima riunione della banca del mese di settembre, ci potrebbero essere nuovi stimoli monetari.

In Cina, anche se i dati sulla produzione industriale, sugli investimenti e sulla vendita al dettaglio non hanno raggiunto le aspettative, le azioni cinesi sono salite con l’approvazione del collegamento tra le borse di Shenzhen e Hong Kong.

I prezzi del petrolio hanno avuto un forte rimbalzo in seguito alla prospettiva di un potenziale congelamento della produzione, che verrà discusso a settembre dall’ OPEC.

Lo S & P 500 ha perso lo 0,2%, l’ Euro Stoxx 50 ha guadagnato lo 0,7% e le azioni dei mercati emergenti (MSCI Emerging Markets Index) hanno guadagnato il 3,2%.

Il mercato obbligazionario globale ad alto rendimento ha guadagnato il 2,1% e quello convertibile ha guadagnato il 0,6%.

L’euro si è rafforzato dello 0,2% nei confronti del dollaro; il CHF si è indebolito del 1,1% contro l’euro e indebolito dello 0,9% nei confronti del dollaro. Nel mercato delle materie prime, l’oro ha perso il 2,2% ed il petrolio ha guadagnato il 14,5%.